Tag Archives: amore o cose simili

Fine del lutto

Fine del lutto

Watching me like you never watch no one
Don’t tell me that you didn’t try and check out my bum
Cause I know that you did
Cause your friend told me that you liked it

Gave me those pearls and I thought they were ugly
Though you try to tell me that you never loved me
I know that you did
‘Cause you said it and you wrote it down

Più che altro  perchè il nero lo porto davvero male. E poi no, non mi va proprio ora di inseguire un’ immagine di noi che mai sarebbe stata. L’avevi inventata bene, mi avevi davvero persuaso. Ma tu hai le tue convinzioni, le tue convenzioni, il tuo mondo borghese da preservare, e io ho troppo poco tempo per provare tutti i fiammiferi nella scatola prima di trovare quello giusto per appiccarti fuoco. Solo, mi spiace di averti chiesto per favore di non fare tutto questo. L’hai fatto comunque, e pazienza. Mai chiedere favori agli sconosciuti.

Dancing at discos
Eating cheese on toast
Yeah you make me merry make me very very happy
But you obviously, you didn’t want to stick around

Il tuo più grande difetto, non volermi al tuo fianco. Io non sono fatta per cambiare le persone, e non mi diverto a sfogliare gli album di fotografie passate. A me piace guardare avanti, a te piace troppo guardare indietro. Attento ai pali, però.

So I learnt from you

I can be alone, yeah
I can watch a sunset on my own
I can be alone, yeah
I can watch a sunset on my own
I can be alone
I can watch a sunset on my own

Sitting in restaurants
Thought we were so grown up
But I know now that we were not the people
That we turned out to be

Chatting on the phone
Can’t take back those hours
But I won’t regret
‘Cause you can grow flowers
From where dirt used to be

Rimango uguale a me stessa. Imparo cose nuove, ma non cambio mai. Grazie anche a te, allora. Anche se è andata così. Un contributo alla mia specificità. Continuo ad essere ciò che sono, indipendentemente da ciò che faccio. Una persona meravigliosa dici? E tu?

<alza le spalle, si volta e se ne va canticchiando> 

Do do do da do do do do do do da do…

Lettera all'Amore Mio

Lettera all'Amore Mio

Amore Mio Carissimo,

domani sarà il mio compleanno, e tu non sei qui. Mi manchi, Amore Mio Caro, mi manchi immensamente. Quando non sei con me io mi sento vuota, io non trovo la forza di realizzare nessun mio desiderio, da quando non sei più con me io sono svuotata della forza anche solo per desiderare qualcosa. Amore Mio Caro, senza di te io non sono più io. Ed è assurdo questo, perchè quando tu eri con me io ero annullata dalla tua forza cruda, annichilita nel tuo splendore, e tutto quello che ero sceglievo di esserlo per compiacerti, per appagarti. Bastava la tua presenza nuda, Amore, ed io ero più bella: gli occhi più grandi e brillanti, le gote accese, anche i capelli andavano a posto da soli. Il tuo meraviglioso egoismo, Amore Mio, mi manca. Mi manca la tua presunzione, mi manca la tua capacità di asciugare ogni mio pensiero, lasciandolo essiccare piano come in una corona di rose sul tuo altare. E mi manca la tua prepotenza, la forza con cui mi strappavi da me stessa per gettarmi nel mondo, e il mondo erano le tue braccia pronte. Mi manca anche quella tua violenza dolce, di quando tornavo a casa con le gambe piene di lividi tondi, e i segni delle dita sulle braccia, e dei morsi sul seno, mi manca la tua forza di creazione e distruzione che mi anestietizzava da ogni dolore. Ed ora che i lividi tondi e scuri come grossi mirtilli sono spariti, solo il dolore, solo quello mi resta. Non sono mai stata gelosa di te, Amore Mio Caro, Amore Mio Bello, ero orgogliosa di te mentre ti lasciavo girare libero, tutti gli occhi puntati addosso, e io ero orgogliosa. Ed ora non so più nemmeno dove tu sia, se in un ufficio polveroso, o in Costa Azzurra, o magari in un cantiere dell’Europa dell’Est o solo in una nuova casa che ancora odora di vernice fresca. E allora perdonami Amore Mio, perdonami per non averti saputo tenere vicino. Ho lasciato che ti sperperassi, che ti consumassi, che ti sciupassi… ti ho lasciato bruciare libero come chiedevi, e invece avrei dovuto vegliarti e custodirti come il più prezioso dei miei tesori. Ma ora torna da me, Amore Mio Carissimo. E so che sembrerò patetica e sentimentale al tuo superbo senso estetico, ma ti imploro e ti prego: torna da me Amore Mio Bello. Posso restare senza un compagno, senza un uomo, ma non senza di te. Oggi non so dove tu sia, e io non sono più io. Ma domani è il mio compleanno, torna da me.
Non ho mai smesso di credere in te

xxx Mala

Addio, Lebewohl

Addio, Lebewohl

Non ce la faccio a dirla quella parola, perchè vorrebbe significare metterti nelle mani di un essere lontano e distante, rimetterti alle sue cure distratte e inconsistenti mentre qui ci sono le mie mani vuote che non chiedono altro che poterti cullare il pensiero. Vorrebbe dire scaricare ogni responsabilità, fatalisticamente, e come un gioco di dadi sperare di essersi sbagliati nella scommessa sempre, e che ci sia davvero, che sia pronto ad accudirti, che lo sappia fare meglio di come potrei io. Ma non lo farà. Non meglio di me, lo sappiamo.
Per questo lo direi forse in tedesco, che sia il più sofferto augurio, che parli comunque di vita, di pienezza, di un’ esistenza compiuta e ricca e soddisfatta e di completezza e di star bene. Di vivere bene. Ed è per questo che non lo posso dire, perchè sarebbe contro ogni logica e sintassi augurarti mentre ci perdiamo di star come solo insieme è possibile.
Lebewohl, addio.
Lo scrivo. Che almeno non vale, o non quanto dirlo.

Eschilo mi fa una sega (cit.)

Eschilo mi fa una sega (cit.)

- il sesso è meraviglioso
- (annuisce)
- abbiamo un’intesa intellettuale pazzesca
- (annuisce)
- lo stesso senso dell’umorismo
- (annuisce)
- vogliamo le stesse cose
- (annuisce)
- ridiamo
- (annuisce)
- però ci capiamo anche nei discorsi seri e pesi
- (annuisce)
- ma allora si può sapere cosa c’è che non va? cosa cerchi? che cosa cerchi? cos’è che vuoi in una donna?
- …le tette grandi… ?
- ok, questa finisce sul blog, lo sai

Detto, fatto. Però una volta vorrei tanto provare ad avere un amore di quelli che non finiscono per forza sul blog.

Come Bilitis

Come Bilitis

Mi sono svegliata da quel lungo sogno, e i miei capelli erano ancora intrecciati alle tue dita.
Mi sono svegliata con una canzone sulle labbra, e la canzone erano le tue labbra.
E nel sogno i miei capelli tra le tue dita erano come l’edera intrecciata ai rami del nocciolo, e le nostre radici insieme come un abbraccio che confonde i pensieri e i sospiri.
E nel sogno le tue labbra sulle mie erano uguali alle tue labbra vere, che sanno dire solo il vero, e i nostri respiri da bocca a bocca formavano una canzone suonata al flauto.
E con in mente questa canzone mi sono svegliata dal mio sogno, e la canzone era il tuo respiro, che era il mio pensiero, che sono le tua labbra, e qui sei tu, che sei il mio sogno.

Reloaded

Reloaded

Com’ era il vino? Freddo?
Com’ era il pesce? Crudo…
Com’ è che continua, questa volta?

Menefottotreccazzi.

Hew…

(Non rompete le palle, non sono cripitica, sono solo rapida dato che scrivo da pc non miei. E non riesco a leggere tutti i messaggini rossi, come dice lf oramai con me si può parlare solo in pubblico. Just in case you give a fuck…)

Dream a little dream (of me, of course)

Dream a little dream (of me, of course)

Stars shining bright above you
Night breezes seem to whisper "I love you"
Birds singing in the sycamore tree
Dream a little dream of me

La conosco bene quella sensazione di promessa non mantenuta. Di quando ci si sente dalla parte del debitore. Per questo tendo a non fare promesse, o dichiarazioni d’intenti. Altri ne hanno fatte troppe per me, e non poterle compiere mi dà quella sensazione di avere un bruco che cammina avanti e indietro vicino allo stomaco, solletico e nausea e grande dispiacere. Quanto vorrei chiedere scusa al mondo, e trovare delle giustificazioni.
Mi dispiace, non ero io. Erano le mie mani a fare promesse, e io non le so mantenere. Chiedete a loro.
Mi dispiace così tanto, ma erano le situazioni a parlare, non ero io.
Ma non c’è giustificazione che tenga, perchè io resto comunque in credito verso quelle mani e quegli sguardi protesi, verso quelle aspettative che non ho cercato.
Vorrei avere promesse mie da mantenere, per una volta, liberandomi, per una volta, dal peso lieve e costante di essere una promessa non mantenuta. Per una volta sola.

Say nighty-night and kiss me
Just hold me tight and tell me you’ll miss me
While I’m alone and blue as can be
Dream a little dream of me

Tutto vero. Tranne la parete in cartongesso. Tranne quell’enorme bottiglia di latte sulla scrivania di cui mi chiedi conto. Ma quando dici "Si sta benissimo, si sta così bene che vorrei starci dietro a questa cosa" ti rispondo solo "Si sta così bene che vorrei fossi sveglio nel dirmi le stesse parole". Roma, Londra, Cannes. Io resto qui, a mancarti, e farmi mancare te. Mi basta sapere che in un foreseeable future tu tornerai non solo qui, ma anche a me. E’ una promessa piccola. Ce la facciamo?

Stars fading but I linger on dear
Still craving your kiss
I’m longing to linger till dawn dear
Just saying this

L’occasione perduta che non torna più. Il tempo sprecato. La rincorsa a ritroso nel farsi delle colpe. Ma a ben vedere hic et nunc siamo in tempo per recuperare questo. Per recuperarlo prima che sia domani e sia parte di una contemplazione postuma. Non lascerò che si vada a sommare a quel fardello di esperienza che si fa sempre più ingombrante e sempre meno gestibile. E’ il mio modo razionale ed ottimista di affrontare almeno il foreseeable future. E’ una promessa piccola. Ce la faccio. Nel senso che sì, ci riesco. Ma anche nel senso che è una promessa piccola, e la faccio a noi.

Sweet dreams till sunbeams find you
Sweet dreams that leave all worries behind you
But in your dreams whatever they be
Dream a little dream of me

La ragazza che non sapeva sognare

La ragazza che non sapeva sognare
La ragazza che non sapeva sognare guardava il corpo steso accanto al proprio con un un sorriso di sospetto e curiosità. I respiri armonici mentre allunga lentamente un braccio a sciogliersi dall’intreccio d’amore, sollevando piano il busto avvicina il viso a quello di lui. Tanto vicini quanto distanti, lo scruta con l’insistenza del dubbio e del desiderio, con l’intensità che quasi lo potrebbe svegliare e riportare a sè. Le palpebre appena appoggiate tra loro a proteggere il sogno, piccoli palpiti, una leggera improvvisa contrazione del labbro. Si scosta, spaventata dall’idea di aver turbato il compiersi del miracolo. Ma lui dorme ancora, e dietro le ciglia incurvate contro se stesse scorrono immagini ignote, ricreate nella lontananza dall’inventario del possibile. Una mano che si sposta, a cercare ancora inesausta la pelle chiara, ma la ragazza che non sapeva sognare si scosta, stizzita. Da quel segreto mai infranto e mai compreso, da quel luogo falsato in cui lui è fuggito, e sottrae il fianco all’affettuoso affondo, lei tutta di carne non fatta per carezze spinte dal desiderio acceso di ricordo. E con un sibilo di rabbia succhia l’aria dalla bocca di lui, e con gli occhi bagnati implora a mente "insegnami a sognare" e lui nel suo sonno popolato di vite altre e continue parole si strappa dall’abisso, all’urlo represso di lei. E spalanca gli occhi, e lei cade in quel verde che nella notte è tanto più prezioso, e lui la stringe perchè non si faccia male, e mescolando le lacrime con il verde, la ragazza inventa un sogno. Inventa un sogno bellissimo, ci entra e non torna più.

Lamento 2

Lamento 2
E’ un maledetto problema. Mi hanno spiegato che una storia di sesso potenzialmente può durare anche un anno e mezzo. E non è che ho intenzione di sparire dopodomani, eh però… succede anche questo. E non so se mi sento pronta.
E’ un fottutissimo problema. Bello da togliere il fiato e non lo si può nemmeno dire, che siete bravi tutti sì a dirlo… provate a dirlo, senza fiato. La voce non esce. In apnea. Si va a nuotare anche per questo. Zitta e nuota mi verrebbe da dirmi.
Scrivimi delle poesie almeno. Scrivimi delle canzoni, che ne so. Io lo farei fossi in te.