Punto (.) Croce (x)

Punto (.) Croce (x)
Punto uno.

Cecilia ha sei anni. Mi ha spiegato che le cagnoline a volte si mettono un profumo particolare addosso per farsi sposare dai cani, e per questo quando hanno quel profumo non bisogna prenderle in braccio. Altrimenti i cani si attaccano alle gambe e non ti fanno camminare.

Punto due.

Aver in mente un pensiero geniale, avere la lucidità per reputarlo tale, non averne abbastanza da appuntarselo da qualche parte e crollare miseramente addormentati sul divano guardando "Amici" di Maria De Filippi. Al risveglio, ovviamente, nessuna traccia del pensiero geniale, e la giusta punizione è rendersi conto di assomigliare ogni giorno di più alla Celentano.

Punto tre.

"No, io non vedo più la realtà e quanta tenerezza ti dà la mia incoerenza" già "pensare che vivresti benissimo anche senza" giahhh…

Croce x

Una folgore di consapevolezza mentre ero sulla 94 e distrattamente ascoltavo il cianciottare di due studentesse della Cattolica. Gli articoli possessivi: è questo che mi manda in sbattimento. Io credevo fosse il dare definizioni ed etichette, invece no. La definizione è cosa buona e giusta e sta pagando colpe non sue: problema è l’articolo possessivo che inevitabilmente ci vogliamo piazzare davanti. "Il mio ragazzo dice, il mio ragazzo… " "Il mio fidanzato invece dice, il mio fidanzato…" Prendere con delicatezza le due testoline vuote per la frangetta e adoperarle per testare la resistenza del sedile arancione. Mio è ciò che possiedo, ciò che detengo. Voi possedete un ragazzo? La proprietà privata è un furto, ma questo è un crimine contro l’umanità. Io no, non ce la faccio. Non voglio possedere nulla. Io vorrei solo prendermi cura, condividere, io non so prevaricare. Forse è per questo che poi non me li so tenere. Non uso lacci, nemmeno di parole. Svilupperò anche questo. Per ogni volta che dirò sono tua, imparerò a sentire qualcosa un po’ mio. Non per l’amore che ci posso mettere e per l’attenzione che posso avere, ma per il sano gusto del possesso che ancora non ho ben sviluppato.

5 Responses »

  1. Punto uno.

    Articoli possessivi… intendevi dire aggettivi possessivi, o era una battuta che non ho capito?

    Punto due.

    Hai davvero dei sedili arancioni??? No! Che Fiko!

    Punto tre.

    L’imponderabile confonde a mente finché non si pente!

  2. MINCHIA! Ho scritto articoli possessivi? davvero? davvero? davvero!!! davvero! davvero…

    Ok, vado a scavarmi la fossa. Non cercatemi, sarò morta. Di vergogna.

    (i sedili arancioni ce li ha la 94, non io)

  3. Ma cazzo! Ma due volte l’ho scritto!!! Ma come sto?

    beh, immagino che correggere ora gettando alle ortiche la mia inegerrima onestà intellettuale sarebbe un atto vile, tanto quanto cercare di far passare la castroneria per una battuta che voi, plebaglia, non potete comprendere…

    torno a scavarmi la fossa.

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