Poesia Gastronomica

Poesia Gastronomica

“Se non ti presenti con una poesia in rima baciata scritta di tuo pugno non ti diamo da mangiare”.  Che uno dice, avrò anche gli amici che mi merito, per carità, ma sia mai che io corra il rischio di perdermi un pasto a scrocco.  Quindi in fretta e furia prima dell’appuntamento butto giù Il Capolavoro.  Me ne vergogno profondamente, ma credo sia giusto condividere con voi questa emozione.

Oggi voglio cantarvi la ballata di uno strano animale
talmente raro e buffo che non ne avete mai visto uguale
e se per caso vi è capitato di assaggiare la sua carne
sarà però la prima volta che qualcuno viene a parlarne

Immaginate un bosco, silenzioso, cupo e austero
(come quelli delle fiabe, insomma:  mica un bosco vero!)
un bel bosco di montagna dal terreno così in pendenza
che per camminar fino alla vetta ci vogliono fiato e resistenza

In questo ambiente ostile vive la nostra strana bestia
dal carattere un po’ chiuso, schivo:  segno di gran modestia
e come insegna il vecchio Darwin il suo segno distintivo
è chiaramente frutto del processo evolutivo

Per abbeverarsi in questo bosco, per per raggiungere la fonte,
deve infatti camminare con il lato destro a monte
e dato il grande dislivello per camminare e non ribaltarsi
le zampe di sinistra, a valle, hanno iniziato ad allungarsi

e così per necessità, generazione dopo generazione
il quadrupede ha subito questa strana mutazione:
le due zampe sulla destra sono corte e un po’ smagrite
mentre quelle di sinistre sono lunghe e ben tornite

e così sta in equilibrio senza rotolare a valle, in fondo,
il problema è che però può camminare solo in tondo
e se deve tornare indietro dalla fonte è una magagna:
per raggiungere la tana deve girarsi tutta la montagna

la natura però ha posto rimedio anche a questo inconveniente
risolvendo una situazione altrimenti assai avvilente
perchè se il maschio gira sempre e soltanto in senso orario
la femmina viceversa è fatta tutta all’ incontrario

con le zampe lunghe a valle poste a destra questa volta
gira in senso antiorario, con andatura agile e sciolta.
E così quando lo stallone e la sua bella si incontrano sulla strada
si danno tanti bacini sul muso, tanti e di più di tanti finché gli aggrada

Adesso voi vi chiederete se questa storia l’ho inventata
ma io ho per dimostrazione pronta per voi una prova provata
che se è vero che questo animale dal vivo in pochi l’hanno incontrato
io sono certa che ognuno di voi di sicuro l’ha assaggiato

dalle sue zampe quelle a valle (per capirsi: quelle allungate)
viene fatto un salume che è  tra le cose più prelibate.
il problema è che quando ho iniziato a scrivere, prima
non ho pensato fosse così difficile dirvi il nome trovando la rima

quindi adesso sinceramente sono un po’ imbarazzata
che sarebbe anche ora che questa poesia venisse  terminata.
La nostra bestia si chiama Bresaolo, ecco, e adesso che ve l’ho detto
spero che quando lo affetterete lo facciate con un po’ più di affetto.

4 Responses »

  1. hai della stoffa, ragazza!

    ora non ho molto tempo per dargli più di un letta veloce. ma prometto che domani pomeriggio faccio meglio.

    brava

    e grazie

  2. Cielo.
    Complimenti (immaginami con la bocca aperta insieme a tutti i miei Rabbids in silenzio. E ti assicuro che non stanno mai in silenzio)
    Splendida.

    Sei una bellissima scoperta.
    Giulia
    ( non mi firmo mai. ma la prima volta ci si firma , ecco)
    ( no scusa discutevo con i rabbids)

Rispondi a maghettastreghetta Annulla risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>