Ora parliamo di me, vuoi?

Ora parliamo di me, vuoi?

Ansia
di lasciarsi indietro a poco a poco
aneddoti, vestiti e carezze,
di raggiungere,
di là da tutto
quanto in te cambia,
ciò che è nudo ed eterno.
E mentre girano e
girano, offrendosi
ingannandosi
i tuoi volti, i tuoi capricci, i tuoi baci,
le tue delizie volubili, i tuoi contatti
rapidi con il mondo,
aver raggiunto
il centro puro, immobile, di te stessa.

P. Salinas

Vieni come un dono fuori stagione, e vattene quando sarà il momento. Dimenticato presto come presto si accende la curiosità, lo stupore e la meraviglia. Come trovare le proprie parole sulle bocche altrui, e già non ci appartengono, e mai ci sono appartenute. Vieni a me, con tenacia, con dedizione, e prostrati al mio muto concedere per ritrattare, al mio incoraggiante silenzio fatto solo di quella lunghissima attesa in cui pronuncerai una nuova dolorosa parola di addio. Nulla ti concederò, dovrai lottare per qualsiasi cosa, come già stai facendo, senza mai smettere di strapparmi con i denti le parole dai fianchi, con la violenza della poesia citata, con quella distrazione cocciuta che somiglia tanto alla disperazione e ti riconosco negli occhi. Che mi dicono buoni, senza che io mi fidi. Prendimi, come un regalo fuori stagione, se vuoi mi puoi prendere. E strappami dal cuore il sentimento come si strappa una spina o un dolore, tiramelo via, fuori di me, e portalo con te a vedere un po’ di mondo. Sarò leggera e muta, sarò pronta, se sarai capace. Ma intanto parlami, inutile quello che puoi raccontare, parlami soltanto con la bocca sulla bocca. Parlami per citazioni, parlami con dolcissimi sospiri, e lascia che il modo mio d’amarti sia lasciarmi amare da te. Mai parole e baci ti possano dire che esisto, solo abbracciami e conserva nell’addio la solitudine immensa in cui mi hai trovato.

Il modo tuo d’amare
è lasciare che io t’ami.
Il sì con cui ti abbandoni
è il silenzio. I tuoi baci
sono offrirmi le labbra
perché io le baci.
Mai parole e abbracci
mi diranno che esistevi
e mi hai amato: mai.
Me lo dicono fogli bianchi,
mappe, telefoni, presagi;
tu, no.
E sto abbracciato a te
senza chiederti nulla, per timore
che non sia vero
che tu vivi e mi ami.
E sto abbracciato a te
senza guardare e senza toccarti.
Non debba mai scoprire
con domande, con carezze
quella solitudine immensa
d’amarti solo io.

P. Salinas

4 Responses »

  1. Io dico continuamente grazie alla vita, che mi mette davanti illusioni e amarezze, e sorprese e continue emozioni. E persone. Quello che mi piace di più davvero, sono le persone.

  2. una delle poesie più belle di Salinas. ne amo profondamente anche un’altra, ma non è questo il momento di leggerla.

    mi fa bene leggere un pezzetto di anima di chi sa cosa vuol dire amare.

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