Non a lei

Non a lei

Non le credere.
Non crederle quando ti dirà che mi ha vista, che mi ha riconosciuta.
Quando ti dirà che ero proprio io, lì davanti allo Union Club.
Non le credere quando ti dirà che ballavo e ridevo, felice.
Ti dirà che ero ubriaca, abbracciata ad un altro. Che la camicetta verde mi stava male, mi sbatteva la faccia. E che, in fondo, il mio derriere non è tutta questa meraviglia.
Tu non le credere.

Lo sai che non potevo essere io.
Lo sai che la gelosia inventa fantasmi.
Lo sai che lei vede il mio volto sovrapporsi al tuo, e non si rassegna.

Tu non crederle. Difendimi.
Potevo essere io, forse lo ero. Anzi, lo ero.
Ma tu non crederle comunque.

Ci siamo guardate di sbieco tutta la sera. E anche oggi.
Sguardi obliqui, che confondono la realtà.
Ognuna a proiettare sull’altra i propri mostri e le proprie ansie.
Come possiamo essere sicure, come possiamo esserci davvero riconosciute?

Tu non le credere.
Lei non è fra noi. Noi siamo di un altro mondo.
Tu ed io. Me e te. Noi.
Quando esisterà un Noi.

Fino ad allora, non crederle.

10 Responses »

  1. Rodolippo, guardi, bello anzichenò. Le dò poi conferma domani se la conseguenza di un bel venerdì sera è un pessimo sabato mattina.

    Scusa Spad, hai ragione. Ho dimenticato l’accento : derrière.

  2. @Sagami, questo è ciò che succede quando si scrive a notte fonda sulla scia di troppo alcool!

    @Silvyx, io sono una catalizzatrice di bestiacce, ahimè. Chi ha aperto le gabbie?

    @Piccolo, questa lettura è veramente inquietante… non ci avevo pensato. Comunque tranquillo, l’ho appena sfiorata con lo sguardo, nulla di violento.

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