Momenti di Pianobar (sì, ma a 5 stelle)

Momenti di Pianobar (sì, ma a 5 stelle)
Ti abbandoni, liberi le mani, non ti piace stare sveglio
meglio di così non saremo mai


Dovrei controllare se esiste in italiano il verbo infolarmarsi, o se si usa solo a casa mia.
Ma è troppo tardi. Nel senso che è notte fonda, che gli occhi mi si chiudono e che oramai l’ho scritto.
Vado avanti.
Arrivata ad un punto di noia tale da dimenticarmi completamente dalla situazione, mi sono  infolarmata tutta. Mettiamola così, mi sono fomentata. Si capisce meglio?
Tasto bianco tasto nero, nota bianca nota nera. Sentivo che mi scappava da ridere, dovevo essere uno spettacolo. E infatti, appena ho sganciato le braccia dalla tastiera è scattato un appaluso. Lungo, lungo, di tante persone, tutte insieme. E mi ha stupito, quasi imbarazzato. Poi la teatrante consumata si è alzata in piedi, accennando inchini a destra e manca e soffiando qualche bacio qua e là, il solito sorriso beffardo mentre pensavo:
"Ma cosa ascoltate, non era mica per voi, era solo per me, tutto per me. E’ mio, soltanto mio, è il mio tesssoro"

Questi attimi di magia che a me durano sempre troppo poco.
Da dietro il mio riparo sicuro di vasi natalizi che mi nascondono alla vista di chi entra, un coso coi capelli ispidi si è affacciato, attratto immagino dall’applauso, mi ha guardato stralunato, poi si è girato verso i suoi compari dicendo "oh, non è un disco, c’è una figa che suona…"

16 Responses »

  1. micca vero. la ragazza sul palco è quella più difficile da stendere, dunque, per definizione, l’unica con cui vale la pena di provarci. non è che *tutti i maschi del mondo* siano privi di autostima, solo la maggior parte. eh!

  2. uè bella figa… oggi mi sento peter pan anche io… saranno gli stivali flosci e le collane a fiori. ma non volo, anche perché l’ultimo che l’ha fatto da queste parti non ha capito che saltando fuori dal quarto piano passava per suicida e non per poeta. aspetto di volare nelle braccia dell’ammore.. mi manca la scrittura.

    inosmma.. solo un saluto (v.)

  3. alla pianista più figa che ci sia in giro, lascio gli ennesimi auguri di buone feste, che tanto gli auguri non vanno mai a male e non son nemmeno nocivi…

  4. Ciao, non so quando è stato scritto questo post, non so da chi.
    So solo che stasera, a cena con amici, ho usato il verbo “infolarmare”, termine per me normalissimo, da sempre sentito usare in casa, dai miei genitori, e tutti, compresa mia moglie, si sono stupiti. Ho preteso che fosse un verbo della lingua italiana, anche se poco usato, ed abbiamo controllato sullo Zingarelli… niente.
    Ne sono seguiti lazzi e frizzi e considerazioni divertenti sul lessico famigliare, e sul suo fascino.
    Poi a casa, cercando, ho trovato questo post, scritto più di tre anni fa, dentro a un blog che chissà mai se è ancora attivo…
    Chiunque tu sia, c’è una parola sconosciuta ai più, inesistente per la lingua ufficiale, che accomuna le nostre famiglie.
    Tutto questo è fantastico!
    Ciao
    Michele

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