Mi girano gli astri

Mi girano gli astri

Ho letto il mio oroscopo settimanale. Ho di che riflettere.

"Ariete

Il Weekly World News suggerisce di introdurre una nuova festa: la Giornata nazionale dell’odio. Per ventiquattr’ore sarà socialmente accettabile tirar fuori tutte le opinioni acide, la rabbia e le idee ripugnanti che abbiamo accumulato dentro di noi. Anche se tutti i segni dello zodiaco potranno approfittare di questo enorme spurgo di pus psichico, nessuno ne ha bisogno quanto voi Arieti. Per ottenere migliori risultati, aggiungete ai vostri ululati un tocco di umorismo, e non fate seriamente del male a nessuno. È particolarmente consigliato urlare sciocchezze senza senso in un cuscino profumato di lavanda."

Io non odio. Non ho ancora avuto il bisogno, o l’occasione, di imparare.
Io non mi devo mondare di nulla, io sono candida.
Opinioni acide, rabbia, idee ripugnanti… io vivo in punta di sorrisi, gioco con i gatti per strada e faccio lunghissime gite in tram.
Sono allegra, sempre. Come un arcobaleno. Solo che non ho nemmeno bisogno della pioggia, prima.
Mi vesto con un abitino rosso a pois, e cinguetto le meraviglie della mia vita.
A volte mi dispiaccio per qualcosa, e allora faccio una torta.

A volte ci resto male, e allora piango qualche lacrima dimenticandomi subito dopo del perché.
Io non so serbare rancore.
Io non mi sento mai in competizione.
Io non riesco a non essere trasparente: libera dalle invidie, dalle macchinazioni, dai ricatti e dalle malvagità striscianti.

Io sembro la pubblicità della fiducia nel prossimo.
Sarà che vivo nel mondo di Fruttolo, ma a me basta una carezza per dimenticare il male.
Sarà che vivo nel mondo di Fruttolo, ma a me non è mai stato fatto del male, e conservo con amore il ricordo di ogni carezza.

Ma visto che oggi proprio mi girano gli astri, qualcosa devo fare. Mi sento in dovere.
Potrei gridare sciocchezze senza senso in un cuscino profumato di lavanda.
Ma questo mi renderebbe migliore? Mi farebbe stare meglio? Sarebbe utile ad altri?
Questo migliorerebbe il mondo?
No.
No. Non ho bisogno di sfogarmi.
Eppure vorrei fare qualcosa.

Non ho tensioni represse o desideri frustrati.
Non ho sogni infranti per cui incolpare il mondo, non ho obiettivi falliti per cui alzare un polverone. Non ho motivi validi per alzare la voce.

Non ho sassolini nelle scarpe da dovermi togliere.
Non ho ingoiato rospi da dover sputare.

Eureka! Da oggi ingoio.

21 Responses »

  1. Cazzo, Puè, a volte mi fai un’invidia…

    Non ingoiare rospi, però, per carità: noi pentole a pressione abbiamo un gran bisogno di gente che vive in punta di sorrisi.

    ByeZ

    - Musash

  2. Musashi, Poeta…ma quale doppio senso? Avete capito benissimo. Ed è proprio lì il nocciolo della questione, essedo rispauto che il dedicarsi con gioia e passione all’arte della fellatio previene il rosicamento. Infatti, a dispetto dell’opinione comunemente diffusa, il pompino dona i suoi immani benefici non solo al destinatario passivo del gesto, ma anche alla controparte attiva. E mi sento di chiosare il concetto con quello che ormai possiamo a buon diritto cosiderare un inno “Un chinotto ogni due ore fa passare il malumore”. Fine delle trasmissioni.

  3. Da convintissimo emiliano di origine, mi trovi placidamente d’accordo.

    Per inciso: la soddisfazione delle parti attive/passive in gioco, non varia nemmeno parlando di cunnilinguo.

    Non trovo una rima per chiosare il concetto, ma ti assicuro che è così. Evviva!

    - Sashi

  4. Jun, tu che sai… mi raccomando, acqua in bocca! (ops, che battutona!)

    Juditta, come al solito non deludi mai. Sei impagabile

    Egotique… sì, insomma… arrivi così, e già mi emoziono, poi porti pure un regalo bellissimo… (che oltretutto prova inconfutabilmente la mia teoria)… grazie! grazie, di cuore

    Sagami: no, dovevate dirmelo prima. MA COME, INGRASSA??? eheh

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