Libertà di parola

Libertà di parola
In Italia, sotto i Borgia, per trent’anni hanno avuto guerre, terrore, assassinii, massacri: e hanno prodotto Michelangelo, Leonardo da Vinci e il Rinascimento. In Svizzera, hanno avuto amore fraterno, cinquecento anni di pace e democrazia, e cos’hanno prodotto? L’ orologio a cucù.
Orson Wells

Eravamo quattro amici al bar: io, Spad, Musashimaru e Socrate. Al tavolo a fianco al nostro si allungava sulla sedia un tipo dall’aria stralunata, the haunting haunted kind, you know. Il camerio era concentratissimo nel grattar via macchie a lui solo visibili dal lungo bancone scuro, e ci ignorava deliberatamente. Fu così, un po’ per scherzo, un po’ per noia, che decidemmo di fondare Atene.

Camerio: Cosa bevono i signori?
Spad: Io lo stesso che ha preso l’amico pejote qua a fianco
J.C. (sentendosi chiamato in causa, ma in palese stato confusionale): Camerio! Cameriooo!!! Padreeee!!! Allontana da me questo amaro calice!
Musashimaru: Bell’idea,amico. Un Montenegro!
Socrate: Per me una cicuta, senza ghiaccio, con una spruzzata di seltz, mescolata, non agitata. E alla signorina qua un Martini. Grazie.

Poi ad un certo punto diventammo troppi, e non si poteva più distinguere la voce di ognuno e ciascuno. Così decidemmo di restringere di nuovo l’assemblea, non sul diritto di nascita ‘stavolta, ma su base di elezioni di rappresentanti. Ma poi successe che i rappresentanti pensavano più a come farsi eleggere che a rappresentare, e che i rappresentati smisero di pensare per poter meglio controllare che i rappresentanti ben rappresentassero… in assenza di idee, cosa? Almeno gli interessi. E così gli interessi dei molti rappresentati diventarono gli interessi dei pochi eletti, con reciproci scambi di favori, prebende, diritti e doveri, ma ad un certo punto la situazione stava per sfuggirci di mano di nuovo: stavamo per essere ingoiati da un meccanismo più grande di noi. Infatti, dove finisce il mio interesse e inizia l’interesse della società? E se i due coincidono, perchè ci si scanna in questa cavolo di assemblea? L’incomodo era la coscienza. Abbiamo così pensato di sostituirla con la più maneggevole e malleabile opinione pubblica. L’opinione pubblica controlla, legifera, censura o promuove ciò che pertiene il pubblico, la coscienza torni pure con comodo a pensare al proprio comodo e a farsi lavare in un confessionale e sui tomi della logica. Ridefiniti i ruoli e tracciato un bel confine tra pubblico e privato come prima lo avvamo tracciato tra cittadini e barbari, con le nostre coscienze e la nostre opinioni imbiancate come sepolcri ci sentiamo pronti ad esportare l’ultimo modello di un non meglio perfezionabile sistema sociale.
E allora ci sorge un dubbio.
Qualcosa manca all’appello.
Qualcuno.
Ma… ohsssantissimogiuda: ma che fine hanno fatto i genii?
Qualcuno disse che se Mozart fosse nato ai nostri giorni, probabilmente avrebbe scritto le colonne sonore dei film di Hollywood. Io non credo. Nel ruomore delle nostre coscienze pubbliche che sbraitano per continuare ad aver ragione, è rimasto il piccolo genio bambino, trascurato e deperito, che si tappa le orecchie ripetendo "lalalalalanonvisentolalalala". E il suo pane e la sua acqua, ce li siamo venduti al mercato nero delle fase speranze in cambio di un po’ di stablità sociale, di welfare, di dinini in più.
Ma va bene lo stesso.
Abbiamo estromesso il privato dal pubblico, abbiamo estromesso la coscienza dal pubblico e forse anche dal privato, abbiamo barattato l’ideale con il privato, abbiamo privato il pubblico della sua anima. I genii parlano quando riportano una di queste condzioni al suo posto. Forse, semplicemente, ora non è cosa.

(Si ringraziano, in oridne sparso, i personagi che hanno contriubuito ai concetti di base di questo delirio epico: Spad, Musashimaru, Socrate e Solone, John Stuart Mill, Blaise Pascal, Hanna Harendt, Jurgen Habermas, gli amici della scuola di Francoforte, talvolta J.C., talvolta me, talvolta la stanchezza che ti fa vedere come filanti una serie di parole in libertà. Libertà di parola)

Sipario 

16 Responses »

  1. In coscienza … quanti altri martini?

    Incosciente. Il tuo storico elitarismo si è sublimato e Sparta mi sembrerebbe il luogo più adatto per una feroce quanto necessaria rieducazione

    Ti leggo ogni tanto ma ogni volta mi commuovi

  2. Il nodo è esattamente in quel “non meglio perfezionabile”.

    In tutta coscienza, io non ho in mente nulla di meglio per un sistema così grande e complesso quale la società umana attuale.

    Per l’estromissione del privato e la carenza del genio sono pienamente d’accordo con te, per quanto reputo la cosa più imputabile ad altre cose rispetto al modello democratico. Come per esempio la scarsa propensione a prendere una posizione, il menefreghismo cosmico e altre bazzeccole simili, dovute più che altro a un sistema informativo assurdo e invasivo che getta volutamente più carne al fuoco di quanta la mente ne possa sopportare, masticando gli eventi con la velocità al quale si evolve e mistificandoli dando lo steso peso a guerre e troiai di vip.

    Ma se consideri che nel sistema capitalistico l’unica cosa che conta per un’emittente è l’audience, mi vien da pensare che non sia nemmeno colpa di chi l’informazione la fa se la gente pensa più alla fica dell’Arcuri rispetto alla pensione che la nostra riverita generazione rischia di ficcarsi nel culo.

    Io non so da che “schieramento” sia partita la cosa, ma prendo atto che più minchiate vengono propalate e più tutti ne vogliamo. Perchè la responsabilità va divisa in parti uguali tra chi se le beve, chi non si interessa, chi fa finta di non capire, chi la da a bere, etc e in una di queste categorie ci si finisce tutti.

    Almeno fino a che non sentirò nell’aria quello scetticismo e quell’incazzatura che farà esplodere la polveriera, forse risanando un po’ o forse facendo toccare il fondo a questa apologia del becero che è diventato il presente.

    - Musashi

  3. Malapuè, io non sono degno di partecipare alla tua mensa, ma dì soltanto una parola e io sarò salvato.

    […e se haunting haunted kind è una citazione di Judas in JCS…beh, uff, donna!]

  4. Cristo, mea culpa, mea grandissima culpa. Sarà l’aria, sarà l’acqua, sarà il caffè. Sarà che è notte fonda, cazzo.

    [non hai idea di quanto rosicherò per questa cappella]

  5. e, visto che si è fatta una certa e domani la sveglia suonerà… let the world turn without you tonight. Close your eyes, close your eyes and forget all about us tonight…

  6. Premessa: se potessi, alla Svizzera, dichiarerei guerra.

    Detto questo, hanno preso in adozione Le Corbusier. Uno che nell’al di là può tranquillamente parlare guardando negli occhi Michelangelo e farsi quattro risate.

    Detto questo: ma è mai possibile che dell’Italia si ricordi solo ed esclusivamente le solite cose? la pizza, il mandolino e il Rinascimento! Dai, Terragni è nostro e pure il futurismo. Aggiorniamoci.

    LdS

Rispondi a utente anonimo Annulla risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>