La Pia

La Pia

Tutti conosciamo una Pia. Ognuno nella propria vita ne ha incontrata una. Tutti hanno la propria Pia personale.
La Pia non è una persona, non è un personaggio: la Pia è una categoria dello spirito.
La mia Pia, come tutte le Pie che si rispettino, ha un’età indefinita e indefinibile.
Arriva preceduta da profumo di violetta e lacca per capelli. I capelli della Pia non sono biondi a boccoli: sono l’idea platonica del biondo e del boccolo.
La Pia si trucca con cura: di rosa, di azzurro, di lilla, di giallino. Rossetto rosso, viola, pervinca, gardenia d’amore. Cipria camelia, cipria Sherazade, cipria a pioggia, su tutto.
Quando parla, la voce della Pia è tutta un frusciare e gorgheggiare, il petto che le sballonzola e si affaccia dal corpino dorato, gli occhi che ammiccano nelle risatine leggere e le mani, rigurgitanti anelli e bracciali, che sottolineano con grazia i concetti cardine del Pia-pensiero. 
La Pia adotta gattini smarriti che incontra per strada, e giovani fanciulle da instradare ai misteri della vita.
Ecco, io sono stata adottata dalla Pia.
E, volente o nolente, davanti ai miei colleghi in visibilio, devo sottostare alle sue lezioni di vita in merito a cura del corpo, rapporti con gli uomini e basta (chè di questo sono esperte le Pie, il resto esula).

- Oh, arriva la Pia!
- Vai, Puella: è tutta per te….
- No, dove? dove?…
- Anche io, voglio sentire anche io…

I colleghi si schierano a mezzaluna sullo sfondo, ridono, strepitano, schiamazzano, ma appena si ha sentore del noto olezzo di lacca si ammutoliscono con aria compunta. Io mi preparo alla vessazione quotidiana.

- Buonasera Pia!
- Oh tesoooro!!! guarda con questo caldo… ma senti!
(Puella deglutisce, si prepara. I colleghi aguzzano le orecchie. La Pia assume la sua migliore aria malandrina e cospiratoria)
- Ma con questo caldo… guarda lì che bel paio di gambe che hai!
(Puella esulta! Un complimento! Senza particolari disgustosi e/o imbarazzanti! Puella si volta radiosa verso i colleghi, che mostrano invece un’aria delusa e ferita)
- Belle gambe! Sìsì, belle tutte e due!
- Come, Pia? Come tutte e due…
- Sì Tesoro. Perchè sono uguali… tra loro, no? Sono belle perchè tra loro sono uguali.
(Puella è smarrita, ma va pure sempre bene, no? è pure sempre un complimento, no? Perchè i colleghi si rianimano? basta, è finito il Pia-time quotidiano, e non è successo nulla di grave)
- Peccato però…
(I colleghi abbozzano una hola, Puella trema)
- Con questo caldo… tutto il giorno lì seduta a suonare e suonare e suonare…
(Puella inizia a sentirsi male, i colleghi srotolano striscioni inneggianti alla Pia)
- C’avrai i tuoi bei problemi con le emorroidi!
(i colleghi stappano bottiglie e si improvvisano in minuetti e quadriglie al passaggio della Pia che scompare in un turbine svolazzante di scialli di seta e bagliori di bigiotteria, mentre Puella, esanime, giace al suolo stringendo tra le mani un infiocchettatto e sbrilluccicante tubetto di Preparazione H)

Tutti prima o poi incontriamo una Pia. Se qualcuno non avesse ancora trovato la propria, mi contatti: cedo la mia gratuitamente. Usata, ma ancora perfettamente funzionante.

 

15 Responses »

  1. Ahahahah

    Un genio! Se ha detto davvero quelle parole e’ un genio!

    Io fortunatamente non ho ancora incontrato la mia Pia.

    Ho paura che quando la trovero’ (o meglio, quando lei mi scovera’) si rifara’ del tempo perso.

    (^o^)

  2. Al massimo ti propongo uno scambio di Pie, la mia è fissata con i capelli e le sopraciglia….sai S. che hai degli occhi proprio belli?! Peccato che con quelle sopraciglia sembrano non sò cadenti, tipo da pesce lesso…

  3. Ah, io di pie ne ho incontrate parecchie. Non al tuo livello, si intende. Più morigerate. Del tipo:

    - cos’hai lì? (indicando un brufolo improvviso)

    - come sei fotogenica (fissando una foto dove peggio di così non mi si è mai vista)

    - ti vedo un po’ sciupata, tutto bene? (e invece a te va tutto benissimo e fino a prima che aprisse bocca fa ti sentivi una figa di Hollywood).

    E così via.

  4. Io una pia non ce l’ho… ma mi piacerebbe tanto averne una. sono cose che formano un carattere, queste qui… me la presteresti mica? :)

    S.

  5. alla faccia della delicatezza… -.-

    mi sa che mi avvicino piu a te (povera me, che essere imperfetto: sento ancora Giulio dirmi: Ma come sei piccola e nera!!) che ad una Pia qualunque.

    Ma in fondo, è questo che preferiamo, no?

Rispondi a Pepissima Annulla risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>