L' Anaffettivo e il Coinquilino – The Origins

L' Anaffettivo e il Coinquilino – The Origins

Potrei fare i conti precisi, ma ho troppo da scrivere quindi diciamo che il Coinquilino è entrato nella mia vita circa un paio di anni fa, durante quella che poi la Storia ha decretato essere La Peggiore Vacanza di Tutti i Tempi.
Io e il mio allora fidanzato (a cui daremo il nome neutrale di Exissimo) avevamo deciso di andare a marinare le nostre paturnie di coppia a Djerba, ridente località marittima tunisina nota per le sue alghe e per il cibo avvelenato. Come giustamente accade quando in una coppia in crisi si decide di dedicare del tempo a se stessi e al proprio rapporto andando a Djerba e dicendo “guarda le alghe, eccoti l’imodium, vedi che in fondo ci sono cose peggiori delle nostre paturnie”  il destino infido e maligno ci mette lo zampino.
Ecco che quindi io ed Exissimo che ci avviamo garruli verso il buffet (avvelenato) quando una voce gioviale chiama “Miglio!”.
Miglio = abbreviazione di Miglioreamica. Ossia come vengo chiamata da Miglio = abbreviazione di Miglioreamico: un carissimo ragazzo con cui condivido non solo ricordi di anni  spensierati ma anche e soprattutto la sorte di non essere stati testimoni al Matrimonio Del Secolo (sorte peraltro condivisa anche dall’Anaffettivo, ma solo per la sua rinomata reticenza a varcare la soglia di qualsiasi luogo di culto).
Evabbè, è difficile non divagare quando si fa parte di un clan tanto vasto e pittoresco.
Io e Miglio ci facciamo le feste, dentro di me in un moto di preveggenza ringrazio il destino per avermi provvisto di un volto amico in quella che si sarebbe rivelata una settimana lunghissima e straziante, e tutti felici proseguiamo in allegria verso il buffett (avvelenato). Dopo aver riempito i piatti di cibo (avvelenato) prendiamo posto ad un tavolo da quattro, io faccio per appoggiare qualunque cosa sulla sedia libera ma Miglio mi blocca: “Aspetta, sta arrivando XXX”.
Ed ecco pochi minuti dopo l’entrata in scena di Coinquilino. Che all’epoca ancora non era coinquilino di nessuno.
Sinossi: Coinquilino è antico compagno di università di Miglio, mai integratosi nel clan a causa della sua lentezza di movimento, pensiero e parola, del suo snobismo e della sua inettitudine nei giochi di carte. Tollerato ai margini del clan per buona creanza, per il passato condiviso con Miglio e fondamentalmente per colpa di pericolosi individui (la sottoscritta) che stupidamente ne perorano la causa al grido “ma è solo timido, ma è solo insicuro, ma ha solo bisogno di tanto affetto”. E invece no. Di legnate, ha bisogno.
Stacco.
Salto in avanti di pochi mesi.
Sono in macchina davanti a casa mia, quella casa che fino a poco prima condividevo con Exissimo. L’Anaffettivo è al volante e mi fa pat-pat sulla spalla mentre da VeroAmico si informa della mia situazione “Ma ora, cosa fai? Torni dai tuoi?” aggiungendo con il tipico spirito pratico brianzolo che lo contraddistingue “Mica ce la fai a pagare l’affitto da sola”. Imbarazzo, grattatina di capo da parte della sottoscritta. “No perchè io comunque pensavo di avvicinarmi al lavoro e trasferirmi a Milano, magari pensaci. Potrei venire a stare con te, ci risolviamo entrambi un problema”. Occhio sbigottitto, altra grattatina di capo da parte della sottoscritta “Facciamo che ci penso, eh”.
Stacco.
Coro greco intona:
“Oh sventata fanciulla che consideri con leggerezza le opportunità che oggi ti sono offerte, ricorda che non si sfugge al proprio destino e che le Moire già tessono la trama della tua esistenza e che terribile Nemesis attende chi come te irride il fato e sprezza il sacro valore dell’amicizia e dell’ospitalità”
Sinossi.
L’Anaffettivo si trasferisce a Milano. Condividendo la casa con Coinquilino (colpo di scena! ecco da dove deriva il soprannome!). Nel frattempo io mi dedico all’arte dell’ammmore introducendo svariati uomini nel clan.  L’Anaffettivo trova ad ognuno di essi un appropriato soprannome impedendomi di impegnarmi seriamente con i malcapitati. AmicaG (la sposina del Matrimonio del Secolo) insinua il dubbio che l’Anaffettivo sia innamorato di me. Affronto l’ipotesi con il diretto interessato che testualmente chiude la questione con un laconico “Stare con te sarebbe come schiantarsi contro un muro a 200 km/h”. Argomento archiviato.
Stacco.
Una mattina di Ottobre, interno.
Giro per circa quaranta minuti il cucchiaino nella tazza del caffè. Con l’altra mano mi reggo la testa. L’Anaffettivo è da qualche parte che si fa la doccia, si veste, non si sa cosa. Coinquilino in piedi a braccia conserte mi guarda con un’espressione di disgusto. Bevo il caffè. “Sei veramente una stronza”. Metto la tazzina nel lavandino. “Questa non la passi liscia”. Lavo la tazzina. “Farò di tutto, sappilo, perchè lui non soffra, farò di tutto”. Metto la tazzina nello scolapiatti. “Lui si merita di meglio che una come te”. Riempio un bicchiere d’acqua. “E io glielo ricorderò, ogni giorno ad ogni ora”. Butto l’aspirina nel bicchiere, ci mette circa un’ora e venti per sciogliersi. “Questa volta hai proprio sbagliato”. Bevo. Chiudo gli occhi. Faccio un profondo respiro. Riapro gli occhi. Coinquilino è ancora lì. “Mi hai sentito?” Coinquilino sta sempre a braccia conserte ma la voce inizia ad essere isterica. Gli faccio un sorriso, gli batto una mano sulla spalla e vado a vestirmi.

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