Ah, Boero traditor!

Ah, Boero traditor!

Una fredda sera invernale il consorte mi ha abbandonato sola nel nido, per andarsi a sollazzare col consueto pokerino tra amici.
Per passare la serata ho trasformato la casa in quello che si potrebbe definire senza esagerazione un figaio, invitando un numero non ben precisato ma superiore a 5 e inferiore a 8 di simpatiche amichette che si sarebbero soavemente dileguate prima del ritorno a casa dell’incauto.
Mentre l’ignaro consorte era impegnato a perdere denaro al giuoco, le provviste del nido, solitamente rifornito come un bunker antinucleare (per quello che riguarda gli alcolici, per i cibi solidi un po’ meno), venivano saccheggiate senza ritegno dalle villi, che hanno un aspetto etereo ma mangiano e bevono come valichirie.
Siccome la ciàcola induce l’arsura, e l’arsura porta al bere, ma poi il troppo bere va compensato con del sano cibo, le cinguettanti pulzelle hanno lasciato sul campo di battaglia secche e stecchite due bottiglie di Martini, tre bottiglie di rosso, una bottiglia di amaro, un barattolo di Nutella nonchè una quantità incongrua di cartoni di pizza da asporto, bucce di pistacchi, involucri di merendine. Si narra anche dell’anima di un mesto panettone solitario che ancora vaga per la cucina chiedendo pietà con uno straziante lamento in lingua d’oil.
Allo scoccare dell’ora prestabilita, le leggiadre donzelle si sono dileguate soavemente come erano comparse – no, non è vero: andando via barcollavano visibilmente, e berciavano per le scale, ma non per questo risultavano meno leggiadre- lasciando però in quella devastazione bagordesca in dono alla padrona di casa un invitante cofanetto di Boeri. 
E’ stato solo la mattina seguente che ho realizzato: le meste spoglia della Nutella giacevano disfatte nel cimitero dei vetri prosciugati accanto ad un posacenere impegnato in un tentativo di suicidio, e per la prima volta mi sono resa conto lucidamente che ero stata privata della mia fonte di sostentamento primaria, dell’alimento base della mia dieta, dell’unica linfa di cui si nutre il mio corpo.
Disperata, ho leccato e scavato con il dito il misero barattolo fino a farlo brillare: il sentimento di devastazione ed abbandono che provavo era pari solo allo scenario desolato delle condizioni del salotto. Mentre mi aggiravo lamentandomi per la casa, mi cadde l’occhio sull’invitante cofanetto di Boeri.
(dàndandàndandàndandàndan-dàndandàndan, sforzo di immaginazione acustica: sentite suonare insieme a me la musica de Lo squalo, alltogheter, bravi, ora dissolvenza in nero e voce narrante fuori campo che riprende il racconto)
E’ passato del tempo da quella sera e da quel triste risveglio. Solo oggi però ho recuperato la forza di analizzare cosa sia successo in quest’ultimo periodo. Perchè per giorni da allora, non sono stata più la stessa, ma ora mi stento di parlarvi col cuore in mano, perchè non succeda anche a voi. 
Non fidatevi dei Boeri. Contengono delle malefiche ciliegine imbevute del liquore più forte che sia mai stato distillato legalmente e non. E non sono il modo migliore per iniziare la giornata, come colazione a stomaco vuoto. Soprattutto, non per giorni e giorni di fila. Rinsavireste solo dopo averli finiti, e non è bello, garantisco.

8 Responses »

  1. Non sarei mai andata via senza aiutarti a riordinare il nido. Nel farlo, indubbiamente, avrei portato via con me il cofanetto.

    Lo vedi perché ritengo quanto mai necessario un nostro avvicinamento geografico?

    Tu hai un fottuto bisogno di un’amica come me.

  2. Il.poeta senza ragioni plausibili -a meno che la mia reticenza nel rispondere a e-mail assillanti e nel fornire contatti skype sia da te giudicata una ragione plausibile- mi sommerge di fotografie pornografiche da più di un mese.

    Ah, dimenticavo: Orsolina tua sorella!

  3. Che poi, diciamolo, il boero non è un granchè come cioccolatino. Però van giù che è un piacere. Sarà la ciliegina?Sarà il liquore?

    Ne compro due cofanetti e testo…

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