Monthly Archives: aprile 2010

We all need to be alone

We all need to be alone

We All Need To Be Alone

Era sera tardi e non avevamo mangiato. Tu guidavi e sceglievi la musica mentre parlavamo di niente, con leggerezza. La strada era bagnata dalla pioggia e rifletteva nelle pozze le luci gialle dei lampioni, il cielo era nero nero e i palazzi erano così lucidi da sembrare nuovi. Un ragazzo occupava quasi tutta la corsia su una bicicletta altissima, come quelle del 1800: una ruota enorme e lui in alto a pedalare. Mi ricordo che quando ti ho chiesto come avrebbe fatto a scendere tu mi hai risposto “piuttosto, come ha fatto a salire?”. Poi l’abbiamo superato, abbiamo svoltato a destra e ripreso il filo delle nostre conversazioni sconclusionate.
Mi stupisce la mia recidiva abilità di registrare ogni dettaglio.
Mi piace la mia recidiva abilità di non dare troppo peso alla poesia.

Niente da dichiarare

Niente da dichiarare

Lo scrivo così, per il gusto di farti salire dell’ansia, perché prima o poi lo troverai questo posto, me l’hai detto tu che ancora lo stavi cercando. E siccome siamo sempre stati molto bravi a non lasciarci in pace, a non ricercare il modo di essere quieti e felici, continuiamo le antiche tradizioni nel nome di tutto quello che non è stato.
Mentre tu dormivi e mentre fuori cadeva la pioggia io ho accarezzato con la punta delle dita la tua libreria. Tutti i libri che ho già letto, tutti quelli che vorrei leggere. E poi ho toccato i libri impilati sul tavolo, alcuni è pazzesco sono gli stessi che ho comprato la settimana scorsa. Ho spostato per farti un dispetto la disposizione dei portacandele, che sono ancora lì esattamente dov’erano anni fa. Poi li ho rimessi a posto, perché non avresti colto il lato umoristico. Ho guardato la tua cucina disordinata, come non me l’avevi mai mostrata, e ho pensato a tutte le volte in cui hai provato a nascondere quanto fossimo uguali.
Ho fatto la doccia, mentre tu dormivi, e poi ho aperto l’armadietto del bagno, ho usato la crema idratante per il viso che lei ha lasciato da te. O forse è ancora quella delle tua ex, comunque ho controllato che non fosse scaduta. E’ buona, anche se di una marca da supermercato, per una volta può andare.
E camminavo a piedi nudi sul rovere sbiancato dei tuoi pavimenti e mi immaginavo che sarei stata un incanto vestita con dei pantaloni bianchi di lino e una maglia taupe morbida sui fianchi, mi sarei presa cura delle orchidee e avrei controllato ogni pochi giorni la mia fertilità. In uno di quei mondi paralleli in cui le persone si incontrano nel momento giusto e provano ad essere quiete e felici e le cose vengono via facili, e le malinconie si allevano sotto vetro solo perché hanno un bel colore.

10 cose che un amico fa

10 cose che un amico fa

Breathless

1. non si scandalizza quando lo avvisi che arriverai con mezz’ora di ritardo

2. se ne infischia della tua dieta e ti cucina una cena delizosa a base di carboidrati

3. ti ascolta mentre racconti le tue disavventure sentimentali, commentando solo di tanto in tanto

4. si permette senza timore di dirti dove e quando ti sei comportata da stronza

5. non si permetterebbe mai di dirti dove e quando hai sbagliato

6. ti racconta storie torbide e complicate per aiutarti a mettere tutto in prospettiva

7. ha sempre una torta di cioccolato da offrirti. a volte solo cioccolato, a volte cioccolato e pere, a volte cioccolato e arancia

8. ti porta in camera da letto e ti bacia

9. ti fa ridere dopo aver fatto l’amore, mentre ti rivesti e mentre ti accompagna a casa

10. ti vuole bene e si fa voler bene