Monthly Archives: marzo 2008

Addio, Lebewohl

Addio, Lebewohl

Non ce la faccio a dirla quella parola, perchè vorrebbe significare metterti nelle mani di un essere lontano e distante, rimetterti alle sue cure distratte e inconsistenti mentre qui ci sono le mie mani vuote che non chiedono altro che poterti cullare il pensiero. Vorrebbe dire scaricare ogni responsabilità, fatalisticamente, e come un gioco di dadi sperare di essersi sbagliati nella scommessa sempre, e che ci sia davvero, che sia pronto ad accudirti, che lo sappia fare meglio di come potrei io. Ma non lo farà. Non meglio di me, lo sappiamo.
Per questo lo direi forse in tedesco, che sia il più sofferto augurio, che parli comunque di vita, di pienezza, di un’ esistenza compiuta e ricca e soddisfatta e di completezza e di star bene. Di vivere bene. Ed è per questo che non lo posso dire, perchè sarebbe contro ogni logica e sintassi augurarti mentre ci perdiamo di star come solo insieme è possibile.
Lebewohl, addio.
Lo scrivo. Che almeno non vale, o non quanto dirlo.

Eschilo mi fa una sega (cit.)

Eschilo mi fa una sega (cit.)

- il sesso è meraviglioso
- (annuisce)
- abbiamo un’intesa intellettuale pazzesca
- (annuisce)
- lo stesso senso dell’umorismo
- (annuisce)
- vogliamo le stesse cose
- (annuisce)
- ridiamo
- (annuisce)
- però ci capiamo anche nei discorsi seri e pesi
- (annuisce)
- ma allora si può sapere cosa c’è che non va? cosa cerchi? che cosa cerchi? cos’è che vuoi in una donna?
- …le tette grandi… ?
- ok, questa finisce sul blog, lo sai

Detto, fatto. Però una volta vorrei tanto provare ad avere un amore di quelli che non finiscono per forza sul blog.

Scrivere cento volte

Scrivere cento volte

L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea. L’ open-bar non è sempre una buona idea…

E' arrivata la primavera! (trallalàtrallalàtrallalà-là-là)

E' arrivata la primavera! (trallalàtrallalàtrallalà-là-là)

A winter’s day
In a deep and dark December
I am alone
Gazing from my window
To the streets below
On a freshly fallen silent shroud of snow

In effetti, visto come è andato il Natale, cosa ti aspettavi dalla Pasqua?
Ora devi solo essere molto brava a rimetterti in piedi, trovare il prossimo, farti le paturnie, fartele passare, e farti spezzare il cuore in tempo per il tuo compleanno. Hai circa due settimane, ce la puoi fare.

I am a rock
I am an island

I’ve built walls
A fortress deep and mighty
That none may penetrate
I have no need for friendship
Friendship causes pain
It’s laughter and it’s loving I disdain.

Fare dei buoni propositi è pratica sana e utile se poi almeno si cerca di mantenerli. Segnatelo. Torniamo al progetto originario: zitella acida con la cofana di capelli arruffati che insegna musica ai bambini offrendo loro biscotti fatti in casa mentre per l’appartamento gironzolano gatti pigri dagli sguardi di tagliagole.
Iniziare col comprare il forno, insomma.

Don’t talk of love
Well, I’ve heard the word before
It’s sleeping in my memory
I won’t disturb the slumber
Of feelings that have died

If I’d never loved,
I never would have cried

Anche con il trucco sciolto e gli occhi gonfi sono e resto un gran pezzo di gnocca. Questo è un appunto per la mia autostima, così tanto per. Peccato che a ‘sto giro mi sia presa l’insonnia, che è quanto di peggio quando non si ha la connessione internet e non ci si può distrarre ammorbando gli amichini su msn oppure giocando a Lot oppure leggendo i libretti delle opere liriche o iscrivendosi ai corsi gratuiti di islandese. Avrei preferito la solita gastrite, che con l’estate in vista è sempre un aiuto. Ma è ancora presto, magari tra oggi pomeriggio e domattina ce la fa a venirmi.

I have my books
And my poetry to protect me
I am shielded in my armor
Hiding in my room
Safe within my womb
I touch no-one and no-one touches me

Oggi no perchè ho da fare. Però domani voglio provare. Ad allargare le braccia, dico, per vedere se davvero vado in pezzi. E vedere quanti. Mi immagino sempre frantumata come un vetro colpito da una pallonata. Magari invece mi ammucchietto in mille bricioline di burro. O forse mi rompo solo a metà, una lunga crepa asimmetrica dalla fronte all’anca. O magari mi cadono via solo delle appendici inutili, o forse come al solito mi si aprono le vene. Terrò a portata ago e filo. E’ vero che cado sempre in piedi. E’ vero che ho le spalle larghe. E se fosse solo un patchwork di convinzioni?

I am a rock
I am an island
And the rock feels no pain
And an island never cries

Come Bilitis

Come Bilitis

Mi sono svegliata da quel lungo sogno, e i miei capelli erano ancora intrecciati alle tue dita.
Mi sono svegliata con una canzone sulle labbra, e la canzone erano le tue labbra.
E nel sogno i miei capelli tra le tue dita erano come l’edera intrecciata ai rami del nocciolo, e le nostre radici insieme come un abbraccio che confonde i pensieri e i sospiri.
E nel sogno le tue labbra sulle mie erano uguali alle tue labbra vere, che sanno dire solo il vero, e i nostri respiri da bocca a bocca formavano una canzone suonata al flauto.
E con in mente questa canzone mi sono svegliata dal mio sogno, e la canzone era il tuo respiro, che era il mio pensiero, che sono le tua labbra, e qui sei tu, che sei il mio sogno.

Ripensandoci

Ripensandoci

Mi ha dato i brividi la scena in cui Kaspar prende il neonato in braccio e le lacrime iniziano a rigargli il volto mentre dice "Madre, vengo sopraffatto da ogni cosa".

Apro l’armadio, il cuore mi cade nello stomaco mentre sento il profumo e non lo collego immediatamente alla maglietta ben ripiegata sul ripiano. Mi giro, nell’istinto sciocco che contro ogni razionalità mi allerta della tua eventuale presenza. E questa volta invece di ridere di me penso che vorrei incontrarmi fuori, all’aperto, mentre inseguo il mio naso e corro da un marciapiede ad una stazione e vorrei fermarmi e farmi una carezza sulla guancia e dirmi "Vedrai, andrà tutto bene, è andato tutto bene, vedi?"

Malapuella si accultura

Malapuella si accultura

Soprattutto non potendo scegliere se concentrare i miei sforzi nell’ultima mezz’ora di proiezione nel tratteneremi dal prorompere in uno sfrenato riso isterico o nel fare il tifo perchè a furia di schlagen und dolchstichen finalmente Kaspar rendesse l’anima al Signore. E tutto ciò, strano ma vero, senza nemmeno essere in preda al solito attacco da pisciolite epica che tipicamente mi assale nei cinema.
In ogni caso.
Si sa che io sono una creatura cinematograficamente inferiore, e ben conscia del mio limite sarò io stessa in futuro ad opporre un fermo rifiuto ai vani seppur lodevoli tentativi di emanciparmi dal mio stato di minorità con proposte quali: "C’è un’ interessantissima retrospettiva di proiezioni di Herzog allo Spazio Oberdan". Perchè? Perchè? Perchè mi lascio coinvolgere entusiasta?
Come se non mi fosse bastata la proiezione della "Passione" di Pasolini restaurata, o la visione della "Corazzata Potemkin" con accompagnamento musicale dal vivo. Non imparo mai dai miei errori. Voglio sguazzare beata nella mia ignoranza. E soprattutto, se questo film non viene proiettato da non so quanti decenni, il dubbio che ci sia un valido motivo alla base di questa scelta avveduta e assolutamente condivisibile avrebbe dovuto sfiorare la mia mente logica e instillarmi quantomeno un’ombra di scetticismo e senso critico.

Appunti di scarsa rilevanza: Herzog significa Duca. Questo deve aver influenzato in qualche modo il mio subconscio nelle ore a seguire.