Monthly Archives: febbraio 2008

Presunzione è…

Presunzione è…

veder portare un bellissimo mazzo di gerbere e girasoli, compiacersi della bravura del mittente nell’ indovinare il mio gusto, e fare una smorfia di disappunto quando il fattorino passa oltre e anzichè venire a consegnarli al pianoforte si dirige verso l’ascensore. Pensando che abbia sbagliato direzione, e solo in un secondo momento realizzare che *forse*  non erano per me.

Elettroaddomesticami

Elettroaddomesticami

Elettroaddomesticami.
E se salterà la corrente sarai bravo a trovare anche nel buio l’interruttore generale.
E se la messa a terra questa volta non funzionerà, non m’ importa più nulla.
Tante volte mi ci sono ritrovata, messa a terra, lì, sola e cruda.
Tante volte l’ho pagata, mal che vada sarà solo un altra bolletta di conguaglio.
Intanto però, giusto per essere melensi, abbracciami forte e parlami del colore del grano.

PS: ho come l’impressione che questo blog possa esplodermi tra le mani da un momento all’altro…
PPS: che poi io sono quella che in poco più di un mese è riuscita a bruciare la bellezza di 12 lampadine…

Candy. E Candy-Candy

Candy. E Candy-Candy

E’ vero. Ho qualche problema con il calcare.
Calcare la mano, mi capita spesso.
Calcare il passo giusto, mi capita già molto meno.

E’ vero. Sono troppo trasparente.
Un oblò aperto, fosse un occhio, sulle mie centrifughe di parole e colori.
E a volte sbaglio, e sembra che sia diventato tutto rosa.

E’ vero, mi aspetto da te qualcosa.
Additivi, per gestire meglio le mie fibre.
Ammorbidente, basta il timbro della tua voce calda sulla spalla a svegliarmi.

Questi i miei difetti, è vero, ne ho anche io.
Ma lascia che mi prenda cura dei tuoi pensieri sporchi.
A novanta gradi, te li restituirò come nuovi.

Istruzioni per l'uso?

Istruzioni per l'uso?
Non cercavo nemmeno nulla, io. Solo avevo l’impressione che mi sarebbe servito prima o poi uno di quegli affari che tritano.
Capita invece che abbia trovato un coso che trita, sminuzza, macina, sublima, manteca, impasta, frantuma, sbuccia, mescola, schiaccia, frulla, e all’occorrenza non si sa che altro sia in grado di inventarsi.
Il tutto sta nel capirne il corretto funzionamento.
Il tutto sta nel sorprendersi di quante cose potrei fare, a cui non avevo mai pensato, che non mi erano mancate mai, ma che ora sembrano già così indispensabili. Allettanti. Imprescindibili. E che voglia di.

Grazie.
Figata.

Edit: 10 aggettivi oggettivi per il mio nuovo indispensabile

- solido
- tagliente
- a tratti satinato (mhwuaaaa)
- compatto
- preciso
- funzionale
- lucido
- pungente
- sorprendentemente adattabile
- ergonomico

La ragazza che non sapeva sognare

La ragazza che non sapeva sognare
La ragazza che non sapeva sognare guardava il corpo steso accanto al proprio con un un sorriso di sospetto e curiosità. I respiri armonici mentre allunga lentamente un braccio a sciogliersi dall’intreccio d’amore, sollevando piano il busto avvicina il viso a quello di lui. Tanto vicini quanto distanti, lo scruta con l’insistenza del dubbio e del desiderio, con l’intensità che quasi lo potrebbe svegliare e riportare a sè. Le palpebre appena appoggiate tra loro a proteggere il sogno, piccoli palpiti, una leggera improvvisa contrazione del labbro. Si scosta, spaventata dall’idea di aver turbato il compiersi del miracolo. Ma lui dorme ancora, e dietro le ciglia incurvate contro se stesse scorrono immagini ignote, ricreate nella lontananza dall’inventario del possibile. Una mano che si sposta, a cercare ancora inesausta la pelle chiara, ma la ragazza che non sapeva sognare si scosta, stizzita. Da quel segreto mai infranto e mai compreso, da quel luogo falsato in cui lui è fuggito, e sottrae il fianco all’affettuoso affondo, lei tutta di carne non fatta per carezze spinte dal desiderio acceso di ricordo. E con un sibilo di rabbia succhia l’aria dalla bocca di lui, e con gli occhi bagnati implora a mente "insegnami a sognare" e lui nel suo sonno popolato di vite altre e continue parole si strappa dall’abisso, all’urlo represso di lei. E spalanca gli occhi, e lei cade in quel verde che nella notte è tanto più prezioso, e lui la stringe perchè non si faccia male, e mescolando le lacrime con il verde, la ragazza inventa un sogno. Inventa un sogno bellissimo, ci entra e non torna più.

Lamento 2

Lamento 2
E’ un maledetto problema. Mi hanno spiegato che una storia di sesso potenzialmente può durare anche un anno e mezzo. E non è che ho intenzione di sparire dopodomani, eh però… succede anche questo. E non so se mi sento pronta.
E’ un fottutissimo problema. Bello da togliere il fiato e non lo si può nemmeno dire, che siete bravi tutti sì a dirlo… provate a dirlo, senza fiato. La voce non esce. In apnea. Si va a nuotare anche per questo. Zitta e nuota mi verrebbe da dirmi.
Scrivimi delle poesie almeno. Scrivimi delle canzoni, che ne so. Io lo farei fossi in te.