Monthly Archives: novembre 2006

C'è chi dice. Ma io. Infatti.

C'è chi dice. Ma io. Infatti.

A lei piace ballare
Ama farsi guardare
Non sopporta la gente
Che annoia e che rompe
Alza sempre la voce
Sa sempre tutto lei
E anche quando c’ha torto
Non lo ammette mai
Lei è molto sicura di essere sempre la prima
Ed è molto nervosa proprio come una diva

Un giorno mi si avvicina la mia collega Sgozzagatti con aria guardinga, e mi dice:
- Sai, ieri quado sei scesa per le scale io volevo prendere l’ascensore ma c’erano la  la C* e la S*
Io la guardo annoiata
- E allora?
- E… allora mi sono fermata dietro all’angolo del corridoio, perchè ho sentito che stavano parlando… di te
Qua si desta il mio interesse
- Hanno detto che… sì insomma…
- Avanti, su… cos’avranno mai detto?
- Boh, è che prima ti hanno salutata tutte carine e gentili, e non pensavo…
- Allora, Sgozzagatti: o parli o mi lasci andare. Cos’hanno detto?
- Così… la S* ha detto che non ti conosce tanto bene… ma che le sembri una stronza
- !
- E la C* ha risposto che no, non sei solo stronza: sei proprio una gran puttana
- Ah.
- E basta
- Bene, grazie. E tu cos’hai detto?
- Niente, però sono venuta a riferirtelo…
- E cosa ti aspetti che faccia io ora?
- Mah… veramente… no, niente, non è che devi fare qualcosa… però… mi sembrava corretto dirtelo… così ti puoi regolare…
Sospiro profondo, mano sulla spalla della Sgozzagatti, sguardo risoluto, tono fermo, sorriso di chi ne sa.
-Vedi, Sgozzagatti… io apprezzo il tuo tentativo, per quanto goffo, di essere "corretta". Ma la correttezza è anche evitare di andare a riferire altrui conversazioni, perdipiù origliate.
- … mi spiace… io…
- E poi, ci sono cose che non sai. Tipo che per me è un merito prendermi della stronza da S*.
- E perchè?
- Perchè è una raccomandata, incapace, che sta qui per non si sa quale motivo (a parte il fatto che suo zio pare essere un pezzo grosso qui dentro). E a cui io sto prestando svariati libri per la preparazione della sua tesi.
- (indignata) e… come….
- E per me è un onore che C* mi dia della gran puttana. Anche se fino a prova contraria, non sono io quella che è stata trovata a fare sesso orale a ora non ti dico chi in ufficio, mentre il suo fidanzato la stava aspettando qui davanti
Sgozzagatti ha l’aria scioccata
- E ora dimmi. Sgozzagatti. Chi è la stronza? Chi è la puttana?
- … beh, io di te non l’ho mai pensato… ma loro! Loro sono davvero inqualificabili!
- E qui sbagli di nuovo. Avevo bisogno i raccontarti queste cose? No. So quando sono nel giusto. E tanto mi basta. Non avevo bisogno di rovinare la loro reputazione raccontandoti quei particolari.
- … ma allora perchè…
- Per togliermi la soddisfazione di regalare anche a loro una volta nella vita un po’ di ragione.

(E poi perchè mi sento terribilmente felice quando vedo qualcuno che mi guarda in adorazione come te in questo momento)
(No, non è facile starmi vicino a volte)

Ma sono nata diva, e non ci posso fare nulla.

C’è chi dice è una strega
Tanto lei se ne frega
Ai giudizi degli altri
Non fa neanche una piega

Il gigante e la bambina (cattiva)

Il gigante e la bambina (cattiva)

Fumare fa male. Soprattutto se fuori piovicchia.
Perchè non si trova da nessuna parte la voglia di coprirsi, sciarpa, cappello, cappotto e galosce, per raggiungere il tabaccaio e procacciarsi la nicotina.
Pensavo a questo, oggi pomeriggio, quando il pacchetto vuoto mi occhieggiava dalla scrivania.
Fuori la nebbia, il freddo, la piovicchia.
E sulla scrivania il pacchetto vuoto.
E accanto al pacchetto vuoto, le caramelle.
Fumare fa male.
Pensavo. Tra una caramella e l’altra.
Tonde, invoglianti, nere, morbide, deliziose, consolatorie, appaganti caramelle Golia.

Golia.

Ecco. Golia. Mi sento un po’ Davide, in questo momento. E mi sa tanto che a ‘sto giro mi si è inceppata la fionda. (E’ chiara la metafora, no?)

Se bella vuoi apparire

Se bella vuoi apparire

Che poi proprio quell’unico giorno in cui devi essere figa per contratto, ti svegli con la costellazione del ghepardo stampigliata a macchie rossastre sulla guancia sinistra.
E dopo l’accurato restauro esci di casa e una ventazza arrabbiata e furente ti schiaffeggia fino a spostare fondotinta-fard-ombretto-eyeliner-mascara ammassandoli in un’unico insieme magmatico sull’orecchio sinistro.
Fanculo.

Panettone is on the table

Panettone is on the table

Se fossi una specie di Cherri Bredsciò, o di Sofì Chinsella, vi delizierei con le mie argute considerazioni sulle feste natalizie. Nel senso che ancora è pieno novembre e io il Natale lo vedo come qualcosa di ancora estrememente lontano, quasi mitico, che si perde in un futuro a malapena quantificabile, quasi quanto la mia laurea. Oltretutto, prima non mi si era mai posto il problema. Natale con i tuoi, quindi tutti in montagna a trovare i nonni mentre il mio ex veleggiava verso Roma a farsi spupazzare dalle zie. E invece, a quanto pare, una volta che lasci il nido, non solo devi sbatterti a cucinare e stirare, ma devi anche scegliere come regolarti riguardo alle festività.

- Allora, Natale… con i miei o con i tuoi?
- Mah, fosse per me lo passerei a dormire…
- Ok
- …
- Quindi?
- I miei solitamente ci tengono, sai, ad avere tutta la famiglia riunita…
- I miei invece andranno di sicuro in montagna. Allora con i tuoi.
- No… veramente… i miei hanno detto che ormai la mia famiglia è la tua, quindi è più giusto che lo passiamo con i tuoi
- Ma veramente… i miei hanno detto che ormai io e te saremmo una famiglia a parte, e che quindi non siamo tenuti a…
- Allora con i miei?
- Al massimo facciamo una cena con i miei prima che partano, e poi il giorno di Natale a pranzo dai tuoi.
- Ok
- Ok
- …
- …
- …
- …
- Ma… a loro andrà bene?
- No perchè, con sta scusa di cambi di famiglie ed eventuali nuove famiglie…  
- Infatti… sembra anche a te?
- Cosa? Che ognuno ci voglia sbolognare all’altro?
- Eh.
- Eh.
- Allora io dormo, eh?
- Ok. Tanto io sono pagana.

E quindi, si spiega il perchè non potrò mai essere una degna emule di Sofì Chinsella o di Cherri Bredsciò.

Olio Baby-Johnson

Olio Baby-Johnson

Stavo pensando di mettere nero su bianco le mie riflessioni di stamattina. Di come ci si abitui in fretta a non dormire più da soli, di come mi sembrava vasto e freddo il letto ieri sera, senza lui dentro. E di come mi sono sentita sola questa mattina quando mi sono svegliata e non l’ho trovato al mio fianco. Nemmeno la sua impronta calda sul materasso. Mi sono abbracciata ad un cuscino che sapeva di lui, e mi sono riaddormentata triste.

Poi, ho pensato che forse di tutto ciò non gliene sarebbe fregato nulla a nessuno. E allora mi sono imposta di affrontare un argomento decisamente più interessante, nonchè di pubblica utilità.
Come togliere l’olio Baby-Johnson dai capelli
Perchè non è così semplice lavarli, quando sono inguainati di olio Baby-Johnson. In primis, l’olio respinge l’acqua. E poi, lo shampoo non fa debitamente la schiuma.

Però, forse sarebbe ancora più interessante se raccontassi il perchè ho i capelli unti di olio Baby-Johnson.

Mentre riflettevo su tutto ciò, sono stata trafitta da un dardo ardente di consapevolezza, e ho realizzato che faccio un lavoro veramente figo.

Voglio dire. E’ perfettamente plasmato sulle mie competenze e sui miei interessi. Mi dà la possibilità di gestirmi con tempi e scadenze. E poi, è fico. Scrivo testi miei. Su quello che meglio conosco. Anche se ancora non ho superato del tutto l’imbarazzo della telecamera. (E anche in questo c’è qualcosa di fico).Si tratta di fare una via di mezzo tra la critica e la divulgazione. Poi con lo sfondo nero vengo veramente bene. E’ vero, sono la più piccola in redazione, e non sono gay, e questo a volte è un grosso svantaggio. Però conosco un sacco di gente interessante. E a volte qualcuno in giro mi riconosce, e mi fa i complimenti. Poche persone, e di solito di una certa età. Anche perchè lavoro per un canale di nicchia, a cui si abbonano solo gli appassionati del genere. Però. Mettiamola così. Faccio la VJ. Suona bene, no? E’ davvero fico.

Ecco.

Peccato che non mi ci paghi nemmeno la spesa all’esselunga. E questo spiega il perchè in questo mometo sto qui a cazzeggiare, e perchè francamente preferirei farmi crocifiggere sul ballatoio piuttosto che mettermi a fare ricerche su Carl Philipp Emanuel Bach, che da due settimane ho in mano i master, ancora non ho idea di cosa scrivere e dopodomani devo registrare.

 

Feste di compleanno*

Feste di compleanno*

- … perchè devi capire che tra me e lei c’è proprio una vera amicizia, bella, profonda… senza assolutamente nessun tipo di implicazioni… insomma, lei per me è… come un uomo, non c’è tensione erotica, assolutamente… e poi…

Quando nel mezzo di una festa di compleanno il festeggiato annuncia il suo imminente matrimonio, è normale che, nel caos del turbinio di congratulazioni (più o meno sincere) alla futura sposa e di sfottò ( questi quasi tutti profondamente sentiti) al futuro sposo, confusa tra persone che non conosci minimamente, ti capiti di perdere di vista per un attimo il tuo ragazzo. Ed è ovvio avvistarlo cinque metri più in là, engagee in una conversazione-confessione fitta-fitta con colei che al tuo apparire alla festa ti aveva accolto con un delicato, opportuno e per nulla imbarazzante sguardo a raggi x, facendoti la radiografia dalla testa ai piedi e ritorno, esclamando:
- Oh, finalmente ti vedo! (e a lui, di seguito) Beh, sì… carina…
Ok, ti posso dare l’attenuante dell’ubriachezza per questa volta. Però non ti stupire che io stia dalla parte della vincitrice, che almeno in quel momento stava al mio fianco e notando la mia espressione assorta, mi chiedeva se stessi elaborando mentalmente un post.

Quanto a te, carino, non c’è bisogno di giustificazioni postume e window-climbing: lo so che per te le ex storiche dei tuoi amici sono sacre ed inviolabili. Tanto, come al solito, hai già riscosso lo jus primae noctis, no?

*avvertenza per il lettore: post ad alto contenuto di acidità, non realmente corrispondente al mio attuale stato d’animo, ma che ci volete fare: ci piace dipingerci così. Ora, buonanotte a tutti. Vado a vedere che sorpresa mi aspetta di là, nel letto.

Rock 'n' Roll Suicide

Rock 'n' Roll Suicide

Time takes a cigarette, puts it in your mouth
You pull on your finger, then another finger, then your cigarette

The wall-to-wall is calling, it lingers, then you forget
Oh how how how, you’re a rock ‘n’ roll suicide

Li ho visti l’altro giorno, in Corso Sempione. Sono saliti sul tram un paio di fermate dopo di me. Giovani, così giovani: si capiva da come giocavano a fare la coppia adulta. Avranno avuto 19, al massimo 20 anni. Lei aveva un cappottino verde, occhi truccati di nero, i capelli raccolti in una coda con tutta l’aria di una studentessa al primo anno. Lettere, o lingue. Lui era biondo, alto, carino. Un viso ancora un po’ da ragazzino, ma di quelli che a trent’anni sicuramente ti fanno girare la testa. Si tenevano la mano. Ma con quanta delicatezza. E parlavano del posto in cui stavano andando, e che probabilmente erano già in ritardo. 

You’re too old to lose it, too young to choose it
And the clocks waits so patiently on your song
You walk past a cafe but you don’t eat when you’ve lived too long
Oh, no, no, no, you’re a rock ‘n’ roll suicide

Avevo i pugni serrati. Mi veniva da piangere, mi veniva da urlare. Da staccare quelle mani intrecciate, perchè non lo sapete cosa succede poi. Poi succede che la vita passa avanti, e voi non cambiate mai, succede che l’amore non basta sempre a tutto, e che i vestiti che avete diventeranno sempre un po’ più stretti. Avrei voluto urlare queste cose, suonare il campanello, bloccare i binari, farmi aiutare dall’autista a spiegare che ad ogni esperienza insieme i lacci diventano più stretti. E che ogni mostra d’arte vista assieme diventerà un ricordo pesante, di prepararsi allora ad abbandonare tutti i pittori, tutti i fotografi, tutti i musicisti e tutti i luoghi che ora amate tanto insieme. Perchè prima o poi dovrete abbandonarli, lasciarli lì sulla strada accartocciati, come la buccia di un frutto, come l’incarto di una caramella. Come potete essere così stupidi da pensare di potervi amare tutta la vita? E ve lo domanderete, come abbiamo potuto essere così stupidi? Guardando quello che resta di un amore che pensavate grande e forte, tanto preoccupati di nutrirlo e farlo crescere e difenderlo e proteggerlo che poi non vi siete nemmeno accorti di quando è morto.

Chev brakes are snarling as you stumble across the road
But the day breaks instead so you hurry home
Don’t let the sun blast your shadow
Don’t let the milk float ride your mind
You’re so natural – religiously unkind

Cosa ci fai qui? Tu non sei mai entrato qui con me. Ma già che ci sei, guarda. Guarda, guarda insieme a me il cadavere del nostro splendido amore. Guarda le mie vene, e guardati i capelli. Quando e come è successo? Io ho un sospetto, tu non mi vuoi ascoltare. No. Non serve a nulla ora. Nega, giura, tenta, piangi. E’ morto assassinato. Dici tu. E’ morto suicida. Dico io. E’ morto. Dicono tutti. E io sto benissimo.

Oh no love! you’re not alone
You’re watching yourself but you’re too unfair
You got your head all tangled up but if I could only
make you care
Oh no love! you’re not alone
No matter what or who you’ve been
No matter when or where you’ve seen
All the knives seem to lacerate your brain
I’ve had my share, I’ll help you with the pain

You’re not alone

Smontiamo il tempio, che non c’è più nessun dio da adorare. Dammi retta, per una cazzo di volta, dammi retta. Usa le pietre lisce fredde e squadrate per costruirti una casa, fatti una vita, non coltivare il ricordo. Fai spazio alle nuove idee, alle nuove decisioni. Io ho trovato tanto, tanto spazio dentro di me. Sto coltivando un nuovo amore. Metti a frutteto lo spazio dei nostri sogni insieme, e a cereali il posto in cui mi adoravi. Combatti la nostra malattia di sterilità. Tanto lo sai. Ricordare non aiuta a vivere, è solo l’effetto dell’acqua calda sulle vene aperte, anticoagulante mentre i tuoi pensieri svaporano. Ricordare è un gesto insano, tanto sai che io ci sono. Tanto so che tu ci sei.

Just turn on with me and you’re not alone
Let’s turn on with me and you’re not alone (wonderful)
Let’s turn on and be not alone (wonderful)
Gimme your hands cause you’re wonderful (wonderful)
Gimme your hands cause you’re wonderful (wonderful)
Oh gimme your hands.

It's so natural

It's so natural

- No, dai, veramente?
- Massì, scusa… ti sembra normale il contrario?
- Veramente sì. Almeno, dopo due anni di convivenza… insomma, non ci posso credere: davvero non fai entrare in bagno il tuo ragazzo mentre stai facendo pipì?
- No.
- Ma… se vi amate?
- E allora? Appunto per questo, non voglio che il mio principe azzurro nonchè futuro padre dei miei figli abbia questa immagine di me, ecco.
- …
- …
- …
- …
- Ti rendi conto, vero, che ci sono momenti in cui l’immagine di te che offri al tuo principe azzurro mostra tutto fuorchè la faccia?
- …
- …
- No… Dici? Tipo? Quando?
- E davvero sei convinta che sarà il futuro padre dei tuoi figli?!?